Il Settore Mi Piace e Nonviolenza

Mahatma sulla modifica dei Settori
Mahatma sulla modifica dei Settori

Anche per quest’anno si chiude il sipario sul Consiglio Generale, che è un po’ il Super Bowl della democrazia associativa, quest’anno in particolar modo vista anche la copertura mediatica (c’è un bellissimo canale di Telegram di Proposta Educativa). Ahinoi, come ogni processo complesso che passa attraverso il filtro decontestualizzante della cronaca ai tempi dei social network, alla fine quel che rimane è una lunga trafila di avvenimenti buoni per una discussione da bar.
Ammesso che esista un bar del genere.
Nel caso io prendo una spuma.
Comunque sia, mentre siamo in attesa degli atti ufficiali, possiamo spendere due parole su un argomento che ha fatto il giro di Facebook e dei comitati mozioni alle assemblee regionali.
Mi riferisco, ovviamente, al cambiamento di denominazione del Settore Pace, Nonviolenza e Solidarietà.

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Piccola biblioteca scout – Vol. 2

Il 2016 segna l’anniversario di molte cose: c’è Settantesimo del Bosco, c’è il Centenario del Lupettismo e c’è il Centenario dell’ASCI.
Il mio buon proposito per l’anno nuovo è dunque quello di riscoprire un po’ lo scautismo delle origini (che poi, cosa vuol dire?) cogliendo l’occasione per (ri)leggere qualche classico della letteratura “nostrana”.

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Una grave mancanza, lo ammetto. Sopratutto se penso che con le Cocci c’ho avuto a che fare più di qulche volta. Comunque sono finalmente riuscito a recuperare e sono davvero contento di averlo fatto.

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What lies beneath

Avviso: se siete qui pensando si parli del film di Zemeckis rimarrete delusi, spiacente.
In risposta al comunicato ufficiale del nazionale sulla questione Family Day (e, indirettamente, sul ddl Cirinnà) si è detto di tutto e di più.
C’è stato chi l’ha letto come una mossa di accondiscendenza nei confronti della parte più conservatrice ed “filo-ecclesiale”(l’espressione “famiglia voluta da Dio” ha suscitato, anche da parte di alcuni R/S, più di un’accusa di bigottismo).
C’è stato anche chi ha visto la mancata partecipazione al Family Day come una sorta di schiaffo alle radici cattoliche dell’Agesci. Già che ci siamo che tolgano la C, Agesi! Dove andremo a finire signora mia…
Insomma quasi nessuno sembra essere soddisfatto. D’accordo, è una posizione oggettivamente pigra, ma non è che ci si potesse aspettare qualcosa di diverso viste le premesse. Al di là dell’ingavia vera o presunta, il fatto che in associazione ci si stia prendendo per i capelli usando questo prevedibilissimo comunicato come casus belli la dice lunga su quella che è una questione morale dormiente, una dicotomia molto più profonda e complessa: quale debba essere il legame fra la Chiesa e Agesci e, in definitiva, l’identità di quest’ultima.

Fare, o non fare. Non c’è demandare.

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“Alle troppe parole sui massimi sistemi attento devi stare, al Lato Oscuro esse portano!”

Nelle ultime settimane, in vista della discussione parlamentare sulle unioni civili (il cosiddetto ddl Cirinnà) e relative manifestazioni di piazza (#svegliatitalia e Family Day), è ripartito in Agesci il carosello della posizione ufficiale. C’è, non c’è, dovrebbe esserci, meglio di no?

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Piccola biblioteca scout – Vol. 1

Quaderno-di-Traccia

Il 2016 segna l’anniversario di molte cose: c’è Settantesimo del Bosco, c’è il Centenario del Lupettismo (prossimamente su questi schermi) e c’è il Centenario dell’ASCI.
Il mio buon proposito per l’anno nuovo è dunque quello di riscoprire un po’ lo scautismo delle origini (che poi, cosa vuol dire?) cogliendo l’occasione per (ri)leggere qualche classico della letteratura “nostrana”.

Al momento ho una discreta serie di fronti aperti, fra questi c’è forse uno dei libri più atipici in quanto a stile: non è un manuale (per fortuna), non è un romanzo, non è un saggio. È un diario, di una Scolta prima e di una Capo poi, che copre gli anni dal 1959 al 1966.
Si intitola Quaderno di Traccia, l’autrice è anonima (anche se dai riferimenti si può capire che è di Milano).
Probabilmente uno dei libri più intimi e viscerali che si possano trovare sullo scautismo, contiene cronache, preghiere, dialoghi fra l’autrice e le sue compagne di Fuoco, e più tardi, le sue Scolte. Le pagine riportano uno sconfinato ardore ma anche grandi tormenti, è una lettura che a volte può mettere a disagio (quantomeno il sottoscritto) nel momento in cui ti porta “troppo vicino” all’autrice.
Ma d’altra parte il Quaderno parla, come ogni buon diario, con il linguaggio non filtrato del quotidiano, racconta e rielabora le esperienze senza velleità di fornire una qualche guida pedagogica. Ciò però non detrae dal valore formativo di questo libro: dalla lettura si riceve non solo un intrigante spaccato storico, ma una serie di immagini, intuizioni e riflessioni assai ricche, assai profonde, molto valide ancora oggi per fermarsi a riflettere su cosa stiamo facendo e, in fondo, chi siamo:

[…] io, accetto un Capo più grande di me, più ricco di me, più forte di me, perché è una persona in gamba che mi segue volentieri, perché mi vuole bene. Si interessa di me, mi apprezza in quello che so fare, mi aiuta ad andare avanti. Così, il mio servizio deve essere amicizia, deve essere amore. Deve partire dall’interesse. Interesse vero, anche per la persona più insignificante, il vecchietto, o il bambino che non parla ancora.

La cosa più bella di tutte è che grazie alla Pattuglia del Kraal, è liberamente scaricabile.